25 regole SEO da seguire per ottimizzare un sito nel 2023

Le regole SEO per ottimizzare un sito web sono cambiate nel tempo. Prima contavano più alcuni fattori relativi al codice, oggi si parla molto di più di “machine learning” e “intelligenza artificiale”.

Ma ci sono alcune regole che rimangono valide anche per il 2023. Qui ora vediamo 25 regole SEO da seguire, se vuoi fare in modo di andare in prima pagina su Google.

1. Ottimizza pensando all’utente e non al motore di ricerca

Questa regola dovrebbe essere osservata più scrupolosamente. Google non gradisce più titoli troppo smaccati lato SEO, contenuti generati al solo scopo di incrociare una ricerca, testi che non sono altro che riempitivi privi di valore.

Ad esempio: le descrizioni all’interno di una categoria di e-commerce sono una forzatura inutile che non migliora il ranking.

Alla fine del 2022 Google ha introdotto la nozione di E-E-A-T che aggiunge una E al principio noto come E-A-T.

Questo principio serve a riconoscere quei contenuti che si contraddistinguono per l’attendibilità, l’autorevolezza e la competenza.

La E aggiuntiva sta per “experience“, che si può tradurre come “esperienza diretta”, quindi una forma superiore di conoscenza dell’argomento.

In questo senso, curare la pagina dell’autore dei contenuti, se questi è un esperto in materia, aiuta a posizionarsi meglio.

2. Crea un contenuto forte anziché più contenuti deboli

Anziché usare le ricerche più specifiche per creare contenuti deboli, usa le variazioni di ricerca per creare un contenuto forte.

Durante lo spam update di Dicembre 2022, Google ha ribadito questo concetto.

Non necessariamente un contenuto lungo si posiziona meglio di un contenuto corto, ma un contenuto di valore tende a superare le obiezioni degli utenti, fornendogli degli strumenti di valutazione migliori.

Dai valore al sito citando fonti autorevoli.

3. Pubblica contenuti che abbiano vero valore aggiunto

Il vero valore di un contenuto sta proprio nel fatto che il principio E-E-A-T deve essere evidente.

Faccio un esempio: immagina di dover ottimizzare un portale turistico. Un modo per attirare gli utenti è mostrare le foto delle mete turistiche che stai pubblicizzando.

Ora, secondo te, come contenuto… vale di più una pagina che mostra foto generiche dei luoghi oppure una gallery compilata da te o dagli utenti con foto originali, scattate sul posto?

La risposta è evidente (il sito in questione è TripAdvisor). Il valore aggiunto dell’esperienza diretta e della novità vince sul resto.

Quando pubblichi contenuti, evita di farlo sulla base di quella che in gergo si chiama “rielaborazione” che non è altro che una copiatura.

Cerca sempre di fornire un valore aggiunto, qualcosa che non sia presente nelle altre pagine posizionate sulla stessa ricerca.

Gli utenti ti premieranno.

4. Copri l’argomento in modo esaustivo

L’argomento di cui ti occupi deve essere coperto in modo esaustivo. Per cui, quando non basta un contenuto, se ne fanno altri.

Il metodo che seguo è quello della clusterizzazione.

Prima scrivo un contenuto principale di sommario, poi creo i contenuti collegati, ogniqualvolta ve ne sia bisogno.

Ma attenzione: il contenuto collegato deve essere di valore e deve essere giustificato.

In tanti casi Google, se stabilisce che il nuovo testo è superfluo rispetto al principale, può decidere di ignorarlo, con una scansione seguita da mancata indicizzazione.

Nel caso di un e-commerce, compatta le categorie, non fare duplicati delle stesse e usa gli attributi per guidare l’utente all’interno del sito, così da fargli acquistare ciò che effettivamente vuole.

5. Contenuto del sito non equivale a testo

Hai presente il detto che a volte un’immagine vale più di 1000 parole? Questo principio vale anche per Google.

Il contenuto ideale di un sito è correlato alla ricerca effettuata dall’utente.

Se sto cercando un’indicazione stradale, il contenuto ideale è una mappa interattiva in grado di tracciare un percorso.

Se cerco dell’abbigliamento, il contenuto con valore aggiunto è una scheda prodotto: cioè un mix di attributi, immagini, recensioni.

Se cerco dei dati climatici il contenuto di valore è probabilmente una tabella oppure un grafico.

Gli esempi sono tanti, ma di sicuro vale questa regola: non puoi posizionarti con un contenuto di natura differente da quella cercata dagli utenti.

Per non sbagliare, guarda il tipo di contenuto presente nei primi 10 risultati su Google.

6. Sfrutta i link interni per rafforzare l’autorevolezza del sito

La struttura interna del sito non può solo basarsi sul menu di navigazione. Puoi collegare i contenuti che pubblichi nel tempo, così da ottenere due risultati:

  1. Fornire all’utente un contenuto aggiuntivo che spiega meglio un concetto o un argomento;
  2. Sfruttare la potenza del link interno per aiutare Google a capire meglio di cosa tratta una pagina.

Nell’e-commerce puoi sfruttare al meglio questa caratteristica con la navigazione a briciole di pane, così da consentire all’utente di muoversi nel sito attraverso collegamenti sensibili e ottimizzati.

Nel blog o nei siti aziendali o ancora in quelli informativi, puoi linkare all’interno del testo, come fa Wikipedia.

Io uso questo metodo anche per i nuovi contenuti: dopo averli pubblicati, mi assicuro che vengano linkati da contenuti esistenti.

7. La struttura del sito deve corrispondere alle ricerche degli utenti

Nella slide qui sotto vedi come si può organizzare la struttura del sito in corrispondenza delle ricerche degli utenti:

Una struttura piramidale aiuta a fornire all’utente le risposte che cerca nelle pagine più adatte del tuo sito.

8. Non inserire contenuti a caso

Gli utenti cercano online delle soluzioni sotto forma di risposte e approfondimenti.

Anche l’acquisto di un prodotto è una soluzione a un problema.

Ne deriva che prima di pubblicare qualcosa, dovresti avere bene in mente a chi si rivolge.

La tua strategia di pubblicazione deve dipendere in maniera consequenziale dalla ricerca delle parole chiave effettuata a monte.

Un calendario di pubblicazioni aiuta in tal senso. Ma ricordati: no a riempitivi. Parti da un contenuto principale ed esplora l’argomento.

Nel caso dell’e-commerce è chiaro cosa devi fare: completi le categorie con i prodotti della stessa, assicurandoti di avere prodotti correlati da mostrare.

Se poi vuoi sfruttare il blog, nel tuo piano editoriale devono essere presenti articoli relativi ai problemi che il tuo prodotto risolve.

9. Costruisci una relazione con gli utenti

Il sito web è un canale di comunicazione con gli utenti. Puoi costruire una relazione con gli stessi per fare in modo che poi tornino a leggerti.

Gli strumenti sono tanti: i canali social, la newsletter.

In generale devi fare in modo che il tuo contenuto lasci qualcosa all’utente, che si sente grato e soddisfatto e quindi può premiarti in tanti modi:

  • lasciando una recensione su Google o altri portali;
  • condividendo il contenuto sui suoi profili social;
  • iscrivendosi a una newsletter.

Fai in modo, in sostanza, che l’esperienza di navigazione sul tuo sito abbia una sorta di appendice, da sfruttare in un momento successivo con degli strumenti di marketing basati sulla fiducia.

10. Fatti trovare alla fine del percorso di ricerca

Gli utenti fanno più ricerche online relative alla soluzione del loro problema, e possono farle in più giorni o addirittura in settimane.

Come proprietario di un sito che fornisce soluzioni hai interesse a che gli utenti arrivino da te quando hanno completato il ciclo informativo (dove l’abbiano fatto non importa, può essere pure off line).

Ma l’ideale è comunque provare a coprire tutte le fasi di acquisizione delle informazioni.

Come puoi notare, questa slide si ricollega a quella vista prima. Con la differenza che qui puoi valutare la propensione al click degli utenti e in che modo si comportano se – a una precisa ricerca – corrisponde una certa tipologia di pagina.

ricerche

11. Sii trasparente nelle informazioni presenti sul sito

Le informazioni relative a chi sei, cosa fai, dove operi – se sono fondamentali per il tuo business online – devono essere presenti e facilmente reperibili e confrontabili online.

Se parliamo di un sito aziendale o commerciale devi inserire la sede, la partita IVA, un profilo aziendale, un modulo di contatti per il customer care, dei numeri di assistenza telefonica e così via.

Questi dati dovrebbero essere reperibili altrove sulla rete.

Vale lo stesso per un professionista.

Se sei un appassionato di un argomento specifico, devi avere una bella pagina biografica che indica il tuo percorso. Non avere paura! I tempi dell’anonimato in rete, con i social network, sono belli che finiti.

Se vuoi stabilire una presenza online devi essere visibile sul web e presente.

Puoi rafforzare la tua presenza online intervenendo sull’argomento di cui ti occupi sui social media oppure nei forum e nei blog, linkando al tuo sito.

12. Concentrati sull’esperienza di navigazione dell’utente

L’esperienza di navigazione dell’utente (user experience) è molto importante e lo sarà sempre di più.

Gli utenti usano più dispositivi per navigare in rete e il tuo sito deve essere adattabile (responsive).

  • Usa un template grafico responsive, adattabile e reattivo, che sia sempre leggibile da qualunque dispositivo.
  • Preferisci la velocità di navigazione alla sovrabbondanza di elementi che distraggono l’utente;
  • Misura le performance del sito usando strumenti come Google PageSpeed Insight e GTMetrix.
  • Tieni cura dei punteggi di Core Web Vitals o segnali web essenziali.
  • Usa template grafici leggeri, veloci. Non sovraccaricarli di elementi inutili rispetto all’intento dell’utente.
  • Non inserire elementi che disturbano nella parte alta del sito, come pubblicità, banner, video. Non abusare di pop-up e annunci.
  • Usa dei contrasti tra colori accettabili: colore carattere scuro su sfondo chiaro, così da permettere a chiunque di poter leggere il tuo sito.
sito su google test

13. Se hai un’attività locale sfrutta il posizionamento in zona

È stato ormai dimostrato che gli utenti, prima di recarsi ad acquistare un prodotto o rivolgersi a un servizio, anche nella propria città, consultano il web.

Lo fanno per vari motivi: leggere le recensioni, assicurarsi che l’attività sia ancora in quell’indirizzo, verificare prezzi e offerte.

Se la tua attività è prettamente locale, cioè serve una particolare zona geografica, è bene allora ottimizzare il sito per quella zona, sfruttando i principi del local SEO.

In questo modo puoi apparire direttamente sulla mappa di Google, facilitando le cose agli utenti, che possono venire a trovarti o telefonarti da una ricerca effettuata sullo smartphone.

Quindi: aggiungi la tua attività su Google Maps e ottimizzala scegliendo la categoria di riferimento e pubblicando info e foto.

14. Per fare local SEO occorre “localizzare” il sito

Se la tua attività verte principalmente in una città o provincia, anche il sito deve renderlo evidente.

È del tutto inutile posizionarsi su ricerche generiche o a livello nazionale, se poi gli utenti si servono in zona.

Può valere solo se l’attività ha una sua dimensione online.

Il sito va quindi ottimizzato in senso locale, esattamente come la scheda di Google My Business.

Privilegia dunque le informazioni relative alla reperibilità e alla sede geografica.

15. Monitora l’indicizzazione e il rendimento su Google Search Console

Google Search Console è uno strumento per webmaster fornito gratuitamente da Google che consente di monitorare i livelli di indicizzazione sul sito e la performance nelle ricerche.

È adatto anche ai principianti e va sfruttato sia come input per capire cosa migliorare, sia per gestire gli aspetti relativi all’usabilità e all’accessibilità delle pagine.

Per installare il monitoraggio è necessaria la verifica, ma è un processo piuttosto semplice.

16. Non lasciare collegamenti interrotti

I contenuti del tuo sito devono essere sempre raggiungibili.

Se decidi di cancellare una pagina, questa non dovrebbe essere più linkata da alcuna parte.

Se decidi di cancellare e ripubblicare con modifiche, la vecchia versione deve essere reindirizzata alla nuova, tramite redirect permanent 301.

Evita delle concatenazioni di redirect, per non confondere Google.

17. Non creare duplicati interni ed esterni

La pubblicazione dei contenuti deve anche privilegiare l’originalità. Non mettere sul tuo sito contenuti già presenti altrove.

Questo vale anche per video di altri e immagini protette da copyright.

Produci, per quanto possibile, solo materiale originale.

Non duplicare contenuti nemmeno internamente, altrimenti rischi il fenomeno della “cannibalizzazione”.

Se affronti lo stesso argomento più volte, rimasticando il testo solo per andare incontro alle ricerche, noterai che Google tenderà a ignorarlo perché ne esiste un altro.

Puoi evitare problemi usando il tag canonical per dire a Google qual è la versione del contenuto scelto, ma è meglio non creare copie inutili.

18. Non abusare della parola chiave (keyword stuffing)

La tendenza ad abusare nell’uso delle parole chiave sui testi è molto presente. A volte si commette l’errore senza pensarci, ma l’eccessiva ripetizione della keyword può far perdere posizioni.

Secondo i principi dello spam update, Google tende a penalizzare in modo algoritmico quei siti e quei contenuti che insistono in maniera eccessiva nella loro aspirazione a corrispondere a una precisa ricerca.

Tieni a mente che i contenuti di valore sono quelli che si posizionano bene per tante ricerche, con volumi di traffico differenti.

La keyword density è un concetto fuorviante che può indurti in errore. Evita di contare quante volte inserisci una parola chiave. Parla del tema in modo esaustivo e assicurati che la keyword sia presente almeno una volta negli elementi principali:

  • URL della pagina (cioè l’indirizzo web);
  • Meta tag title;
  • Meta tag description in forma discorsiva;
  • Titolo effettivo del contenuto;
  • All’inizio e alla fine del testo;
  • Nel testo alternativo o descrizione dell’immagine, se questa è rilevante nella ricerca.

19. Non fare link building di quantità

Il link building è una parte fondamentale della SEO, anche se Google dice che avranno un peso sempre meno importante con il tempo. Ma vedremo.

Evita però il ricorso a tattiche spam, che portano a sicure penalizzazioni.

Non creare backlink di scarso valore come siti di:

  • Directory non tematiche, generiche, con poco controllo editoriale;
  • Siti di article marketing;
  • Siti di comunicati stampa generici;
  • Blog che vendono in bella vista link e articoli.

L’ideale sarebbe produrre contenuti di alto valore che vengono linkati dagli utenti spontaneamente sui blog o sui forum di settore.

20. Consiglia siti e link esterni e premia i buoni contenuti

Il buon funzionamento della rete si regge anche sulla bontà dei collegamenti tra i vari punti del web.

In questo contenuto io ho segnalato alcune risorse esterne a tema, perché penso che siano utili per gli utenti.

Stabilire relazioni con altri attori del settore aiuta a diffondere i propri contenuti.

21. Sfrutta il posizionamento di immagini e video

Gli utenti possono prediligere le immagini poste in cima alle SERP (pagina dei risultati del motore di ricerca) oppure cliccare direttamente su un video incorporato da portali come YouTube.

Per fornire una migliore esperienza all’utente puoi sfruttare questi media per acquisire più traffico.

Valuta quindi l’impatto di immagini altamente descrittive e video tutorial.

Puoi fare una versione audio dei post e raccoglierli in una playlist, così che gli utenti possano recepirli in formati differenti. Non aver paura di sperimentare.

Anzi, la fruibilità in altre versioni ti aiuta a ottimizzare meglio i contenuti in forma testuale.

Quando dico che devi scrivere per l’utente, significa che lo stesso contenuto, parola per parola, può essere presentato in diversi formati senza correzioni.

Come regola base vale questa: prima pensa al contenuto da inserire, poi decidi in quale formato offrirlo agli utenti.

22. Crea percorsi di conversione

La struttura piramidale del tuo sito deve sempre portare l’utente a compiere l’azione da te desiderata, seguendo il principio della natura dell’intento dell’utente.

Se l’utente cerca solo informazioni e desidera approfondire, dagli un contenuto in grado di soddisfare la sua sete di conoscenza.

Se l’utente vuole acquistare, deve poterlo fare a un click di distanza dall’azione effettiva di acquisto e pagamento.

Se l’utente vuole fare entrambe le cose, assicurati che il desiderio informativo gli proponga sempre una soluzione. Ad esempio: un pulsante che punta a una landing page dettagliata.

Le schede prodotto di Amazon, leader nel commercio elettronico, sono sempre dettagliate e organizzate come una landing page, che ha lo scopo di vendere un prodotto fornendo quante più informazioni possibili e superando le possibili obiezioni (le recensioni, le testimonianze, le tabelle comparative servono a questo scopo).

La SEO non ha molto senso se alla fine della lettura l’utente non fa alcuna azione collegata allo scopo del tuo sito.

Una call-to-action è preferibile in quei contenuti che possono aiutare l’utente a trovare davvero la soluzione.

23. Usa i dati strutturati per fornire informazioni più dettagliate

I microformati sono degli elementi di codice (markup) che caratterizzano il cosiddetto web semantico, cioè quella tipologia di informazioni che contengono un significato ben preciso.

Ad esempio: recensioni, ricette, eventi, disponibilità di prodotti, offerte, tipologia di attività locale, organizzazioni…

Gli esempi sono tanti, ma usando questi dati strutturati aiutiamo il motore di ricerca a fornire informazioni immediate sulla natura del contenuto.

Nel caso di WordPress esistono plugin SEO che consentono di utilizzarli in modo semplice, con un editor.

La guida di riferimento è quella fornita proprio da schema.org, che raccoglie i principali usi dei microformati.

24. Usa nel modo corretto le pagine e gli articoli

Posto che non ci sono sostanziali differenze tra pagine e articoli, questi ultimi entrano all’interno di un feed cronologico, che può essere superato nel tempo.

Se intendi dare informazioni che avranno sempre valore nel tempo, usa le pagine fisse (con WordPress o altri CMS).

In ogni caso, aggiorna nel tempo i contenuti e sfrutta le informazioni di Google Search Console per migliorare il rendimento delle pagine e degli articoli nel tempo.

25. Non credere ciecamente ai tool SEO

I tool SEO premium come Semrush, Seozoom, Ahrefs o Ubersuggest possono rappresentare un valido supporto per la ricerca delle parole chiave, l’analisi dei backlink e della concorrenza.

Ma i dati mostrati riguardo ai click da motore di ricerca sono predittivi e non reali. Solo Google possiede questi dati e ovviamente li condivide nelle forme e nei modi che ritiene opportuno (come nella sezione Rendimento di Search Console).

Usa questi strumenti per orientarti e farti un’idea di ciò che deve possedere il tuo sito, in termini di contenuti ed elementi di design e navigazione.

Pietro Soddu

Senior web marketing specialist

Aiuto PMI, professionisti, siti web e attività locali a trovare il loro posto nella rete, aumentando visite e ricavi.

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