Cosa fare se il tuo sito perde posizioni su Google

Il posizionamento su Google non è mai stabile, a meno che non si tratti di un dominio molto autorevole che ha costruito la propria autorevolezza negli anni.

Occasionalmente Google rilascia degli aggiornamenti che determinano il posizionamento globale di un sito.

Questi aggiornamenti hanno lo scopo – secondo Google – di combattere lo spam, premiare i contenuti che aiutano di più, fornire risposte coerenti, aggiornate e non pericolose e promuovere siti di qualità.

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Vediamo prima quali sono gli aggiornamenti di cui tener conto e come rispondere quando vengono rilasciati.

Perdita di posizioni per colpa dell’aggiornamento Panda

L’aggiornamento Panda è stato rilasciato per combattere le content farm, le fattorie di contenuti, che occupavano i primi posti nelle pagine dei risultati, per effetto di testi altamente ottimizzati, basati su poche caratteristiche SEO facilmente adottabili con un po’ di tempo e pazienza. È diventato sinonimo di qualità di contenuti.

Differenze tra siti autorevoli e siti di basso livello

Un sito in linea con l’aggiornamento Panda è privo di contenuti duplicati, è ricco di testi e dati informativi. L’aggiornamento è stato investito del ruolo di classificare i contenuti, dandogli un’etichetta particolare che verrà utilizzata in un secondo momento, nella ricerca, quando occorrono delle corrispondenze.

La classificazione divide in siti autorevoli e siti non autorevoli. I primi stanno sopra un livello di attendibilità tale, che un link proveniente da questi non è mai inficiato da un flag. Allo stesso modo, un link proveniente da un sito di scarsa qualità ha poca (o negativa) influenza nel posizionamento.

Nuovi segnali di rilevamento della qualità di un sito

Secondo Matt Cutts Panda ha introdotto nuovi segnali per rilevare il posizionamento, di tutti i tipi, mirando ai siti di scarsa qualità. In particolare per definire un sito di scarsa qualità Panda fa riferimento a un testo scritto male, a un contenuto duplicato da un altro sito, a un contenuto che non fornisce alcuna reale informazione.

Per questo motivo è stato possibile rimuovere delle penalizzazioni inferte da Panda lavorando sui contenuti, arricchendo quelli poveri ed eliminando quelli inutili.

Diminuzione del crawling e dell’indicizzazione

Un sito penalizzato da Panda viene indicizzato meno, perde posizioni nel tempo, soprattutto viene visitato raramente da Google.

Il livello di indicizzazione e crawling dipende indirettamente dal PageRank (l’algoritmo fondamentale di Google): esso è conseguente al numero e alla qualità di link in entrata nella root page del dominio.

Se il sito ha buona struttura e un sufficiente numero di link in entrata, Google lo visiterà spesso in modo profondo, perdendo comunque di capacità man mano che procede in profondità nella struttura degli url.

Confusione tra penalizzazione Panda e le altre

In tanti confondono la penalizzazione Penguin con una penalizzazione Panda. È stato notato che siti che avevano link in entrata da siti poco autorevoli, non erano stati penalizzati algoritmicamente da Penguin (vedi in seguito), ma da Panda per un ricalcolo del valore reale dei link in entrata (spesso provenienti da domini posti al di sotto della immaginaria linea rossa dell’autorevolezza).

Il principio dell’autorevolezza copre non solo il contenuto, ma anche la navigabilità del sito, l’usabilità, l’aspetto grafico, l’utilizzo di soluzioni di markup sorpassate, la velocità di download e la presenza di collegamenti rotti.

Come è noto questi sono considerati, a livello ottimale, dei fattori di ranking.

Rimuovere una penalizzazione Panda

A differenza di penalizzazioni per spam, violazioni di linee guida sui link in entrata o per il sito hackerato, la penalizzazione Panda non prevede un recupero manuale. Semplicemente bisogna migliorare il sito e aspettare un nuovo aggiornamento.

Google aveva dichiarato che intendeva incorporare i segnali di Panda nella routine quotidiana del suo motore di ricerca, per questo motivo si recuperano posizioni lavorando a fondo sulla struttura del sito e dei contenuti.

Oggi si può dire che i principi di Panda siano innestati nell’algoritmo principale oggetto degli aggiornamenti definiti come Core Update (vedi sotto).

Perdita di posizioni per colpa dell’aggiornamento Penguin

Un altro importante aggiornamento è quello denominato Penguin. Esso è stato giudicato molto più drastico del precedente, ma in realtà lavora sugli schemi di link, trovando un pattern per identificarli. In sostanza non c’è nulla di nuovo sotto il sole, eccetto il fatto che molti webmaster e seo specialist continuano a confondere le penalizzazioni Panda con le penalizzazioni Penguin.

Non basta dire che Panda colpisce per i contenuti e Penguin per i link, è una semplificazione che porta a equivoci, perdite di tempo e ulteriori guai. Perché, come abbiamo detto prima, un sito può subire un ricalcolo a causa della perdita di peso dei link in entrata dovuta a Panda (cioè i siti che linkavano sono stati posti sotto il livello di autorevolezza, perdendo punteggio).

L’aggiornamento Penguin ha comunque fissato dei termini per riconoscere i link spammosi, di scarsa qualità.

Il procedimento è prima di tutto algoritmico: il sito subisce un flag per il riconoscimento del pattern, dopodiché in un secondo momento, subisce la penalizzazione manuale con relativo avviso su Google Search Console.

A differenza di Panda, dunque, la penalizzazione per violazione delle linee guida sugli schemi di link (e quelli artificiali) richiede una rimozione manuale, che può essere inviata tramite gli strumenti per i webmaster, dopo aver effettuato una ripulitura o un diniego dei link considerati artificiali e in violazione delle linee guida.

Penguin riguarda molti più aspetti

Tuttavia anche Penguin copre una serie di aspetti che non si fermano ai backlink. Anzi, la violazione riguarda più generalmente il tentativo di manipolare le pagine dei risultati.

Per cui sotto Penguin rientrano tutte quelle violazioni volte a scolpire il page rank e assicurarsi maggior visibilità con l’uso di tecniche spinte.

  • Pagine create esclusivamente per il motore di ricerca.
  • Pagine che reindirizzano verso altre, compresi i redirect da sito a sito (case history: impostando redirect 301 e poi rimuovendolo, ho eliminato la penalizzazione algoritmica di Penguin, anziché il contrario, come spesso si è affermato. Allo stesso modo, eliminando un redirect con diverse anchor ottimizzate, ho perso posizioni).
  • Eliminare tutte le over ottimizzazioni: in particolare non è tanto il link super ottimizzato a far male, ma il concorso di troppi elementi di over ottimizzazione tra backlink e pagina target
  • Link di scarsa qualità che puntano alla root page.
  • Partecipare a schemi di link artificiali.

Se hai perso posizioni per Panda o per Penguin migliora il tuo sito, rinforzane l’autorevolezza con una buona campagna di link building basata sulla qualità, eliminando tutti quegli errori che ne compromettono la navigazione e la comprensione del testo.

Rimuovere le penalizzazioni SEO

Recuperare da una penalizzazione SEO non è semplice. Si parla non a caso di “effetto sandbox” per cui il sito viene preso “in custodia” e alcune sue pagine non più mostrate con la frequenza e la visibilità che avevano in precedenza.

La penalizzazione va considerata come una vera e propria squalifica con l’effetto di rendere il sito invisibile in determinate pagine o sezioni.

La penalizzazione può avvenire a seguito di un’azione manuale di Google irrogata per i più vari motivi. La penalizzazione algoritmica invece viene inflitta dagli algoritmi di Google, sulla base dei filtri (aggiornamenti) applicati di volta in volta.

Come detto sopra, l’azione manuale dipende dal controllo di un revisore umano di Google, ma il motivo per cui ha deciso di fare una revisione mirata, dipende dal fatto che il sito appartiene a un pattern di violazioni che l’algoritmo è in grado di riconoscere (vedi su il caso del filtro Penguin).

La natura e la misura delle penalizzazioni può essere profonda e colpire la visibilità del sito per più ricerche. La sanzione può colpire una o più pagine o addirittura l’intero sito, dipende dalla gravità della violazione.

La violazione riguarda i principi espressi nelle linee guida di Google, da quelle generali a quelle più specifiche che fanno riferimento al principio della qualità dei contenuti.

Ragionando a contrario dalle indicazioni specifiche, si può capire che Google può penalizzare il sito o una parte di esso (ad esempio un articolo precedentemente posizionato bene) quando:

  • Il sito è composto principalmente di contenuto automatizzato con poco connessione logica.
  • Vengono impiegate tecniche di cloaking con lo scopo di ingannare l’utente, mostrando attraverso i risultati di Google delle pagine diverse rispetto a quelle in cui viene effettivamente reindirizzato.
  • Il sito ha un profilo di backlink non naturale e partecipa a schemi di link come: eccessivo scambio di backlink, eccessivi guest post presso altri siti con link in uscita caratterizzati da anchor text diretti. Link provenienti da network di siti, eccesso di link sui footer e simili.
  • Link da directory di scarsa qualità.
  • Link da siti di comunicati stampa e article marketing senza controllo editoriale, con anchor text diretto basato sulla keyword.
  • È composto da contenuti scarni e scarsi. Google elenca i contenuti duplicati, cioè presi di sana pianta da un altro sito (es.: Wikipedia), i contenuti di poco valore, contenuti con affiliazioni che non servono allo scopo di aiutare l’utente.
  • Nel contenuto è presente del testo ripetitivo, senza motivo: ad esempio la ripetizione di parole chiave, elenchi di città, nomi o numeri di nessuna utilità.
  • Nel sito – anche inavvertitamente a seguito di un attacco hacker o per la presenza di malware – gli utenti sono costretti a scaricare programmi indesiderati, essere reindirizzati dove non vogliono, sono presenti malware, spyware e altri mezzi atti a ingannarli.
  • Sul blog la moderazione dei commenti non è attiva e gli utenti – anche inconsapevolmente – inseriscono testo che abbassa la qualità del contenuto.
  • È presente spam non moderato nei commenti che puntano a siti tossici.

Per rimuovere la penalizzazione, se non è presente un’azione manuale comunicata tramite l’apposita sezione di Google Search Console, è sufficiente eseguire la lista di controllo di sopra, verificando – punto per punto – se sussistono queste problematiche.

Quando la causa delle penalizzazione SEO (spesso dovuta all’incauta opera di un’agenzia SEO o un consulente) viene identificata, è opportuno rimuoverla nel più breve tempo possibile.

Esistono strumenti come il rifiuto di link e l’audit SEO completo. Il rifiuto dei link dice a Google di non ricevere valore (PageRank) da un elenco di link in entrata che ritieni ti stia danneggiando.

Lo strumento di rifiuto dei link è gratuito ed è collegato alle funzionalità di Search Console.

L’audit SEO è un’analisi tecnica completa del sito che individua anche le possibilità di penalizzazione. Nel mio caso ne faccio una in sede di consulenza prima di iniziare il lavoro vero e proprio, ma può essere richiesta separatamente.

Durante l’audit utilizzo tool SEO come Google Search Console, Screaming Frog Seo Spider, affiancati a un’analisi del valore dei contenuti rispetto alle ricerche dell’utente.

Se non ricorrono i motivi sopra esposti, il sito potrebbe aver perso posizioni secche e visibilità a seguito di un Core Update.

Perdita di posizioni a seguito di un Core Update

I core update sono aggiornamenti dell’algoritmo principale di Google. Sono pensati, secondo quanto riporta Google, per offrire un miglioramento nelle ricerche degli utenti, e premiare contenuti autorevoli e pertinenti.

Da questa stringata definizione si può evincere che Google, nella sua missione, voglia andare in una direzione che premia:

  • siti momotematici o quasi.
  • siti scritti da esperti.

In occasione di un Core Update (l’ultimo è del settembre 2022), Google propone una “rivalutazione dei contenuti”.

Questo vuol dire che la valutazione non viene fatta, come nel caso di Penguin, per una violazione delle linee guida, che comporta una penalizzazione, ma perché ora, nel momento storico in cui avviene l’aggiornamento, ci sono pagine e siti migliori di com’era in precedenza.

O sono subentrati nuovi standard per quella particolare materia. Di fatto, come ribadito sopra, incorpora i principi di Panda e li fa suoi.

Il 25 agosto del 2022 Google ha annunciato il rilascio di un nuovo aggiornamento chiamato Helpful Content. Gli effetti sono stati morbidi, secondo la community SEO, ma secondo Google i miglioramenti nelle ricerche per gli utenti si vedranno nel tempo.

google aggiornamenti

Perché un sito superi indenne gli aggiornamenti e anzi ne venga premiato, come nell’immagine qui sopra, occorre che rafforzi quegli elementi di autorevolezza che Google propone:

  • Di migliorare i contenuti con informazioni di rilievo, che siano frutto di analisi proprie, originali, oppure di ricerche da fonti credibili.
  • Che i contenuti siano esaustivi nell’argomento.
  • Che forniscano informazioni interessanti, diverse dal solito, non banali.
  • Che i titoli dei contenuti effettivamente rispecchino ciò che si trova nei testi.
  • Che i testi siano sempre originali e che abbiano un valore aggiunto.

In merito all’autorevolezza del sito, rispetto a chi vi scrive o l’entità che lo possiede:

  • Che deve essere chiaro chi è l’autore, chi scrive deve essere in teoria esperto o appassionato.
  • Che sia citato come autorevole nel campo.
  • Che non siano presenti errori grossolani (grammaticali, di ortografia, di attribuzione delle fonti, di cattiva comprensione dei dati) che facciano dubitare dell’esperienza o della conoscenza di chi scrive.
  • Che su argomenti seri come il benessere psicofisico e la gestione dei propri soldi, non sia allarmistico, sensazionalistico, chiaramente esagerato.
  • Rispetto agli altri siti presenti sul motore di ricerca, si nota che le informazioni sono maggiori, più ponderate, più credibili.
  • I contenuti presenti sono lì solo per soddisfare una tendenza di ricerca su Google e quindi migliorare il posizionamento e basta oppure danno davvero delle info in più?
  • Rispecchiano quindi in generale i principi E-A-T? I principi EAT sono riassumibili in competenza, autorevolezza e affidabilità. Verifica se i contenuti danno davvero questa impressione.
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