Come migliorare il posizionamento su Google

Per aumentare la visibilità del sito su Google è necessario mettere mano al codice e ai contenuti. Non a caso gli SEO specialist di tutto il mondo parlano di “tecniche SEO”, inserendo in queste tanto gli interventi sull’HTML, quanto l’ottimizzazione dei testi. Cioè ciò che c’è scritto e come viene scritto. Non è semplice e il gioco è reso ancora più complicato dal fatto che Google riserva ai siti migliori solo la prima pagina, formata da 10 risultati. Ne consegue che posizionarsi su Google per keyword (o meglio ricerche) molto competitive è alquanto difficile. Difficile, ma non impossibile.

Per migliorare il posizionamento su Google anzitutto è fondamentale avere un sito che funziona. E cioè un sito che quando ci si naviga, scorre in modo fluido da una pagina all’altra, consentendo al tuo visitatore ideale di andare avanti e indietro senza incontrare problemi.

I requisiti fondamentali per raggiungere la prima pagina del motore di ricerca sono almeno 4 nel 2018 e negli anni a venire.

  1. Avere un sito veloce, leggibile da mobile, che non sacrifica i contenuti per dei contorni inutili.
  2. Avere dei contenuti forti che rappresentano una soluzione ai problemi degli utenti. Per un’azienda o un professionista la soluzione è il prodotto o servizio.
  3. Non avere contenuti deboli o aree del sito che non generano traffico e interesse (e quindi migliorare i contenuti esistenti secondo le ricerche degli utenti).
  4. Ottimizzare il sito dal punto di vista tecnico, al 110%, inserendo le keyword, eliminando gli errori, creando una struttura di facile lettura.

Come velocizzare un sito

Già da diversi anni la velocità del sito è molto importante. Immagina di avere un sito lento: il visitatore cerca di accedere, ma dopo diversi secondi nei quali la pagina non si apre, chiude la finestra o torna indietro su Google. È molto grave perché perdi delle opportunità. La velocizzazione è anche un fattore di posizionamento, uno dei più importanti.

Google lavora in economia: non vuole che gli utenti finiscano su siti irraggiungibili, la ricerca dev’essere efficiente almeno quanto la risposta. Per velocizzare il sito è indispensabile pensare in maniera leggera. La stragrande maggioranza dei siti oggi vengono realizzati con CMS (Sistema di Gestione del Contenuto) come WordPress o Joomla o magari Shopify e Prestashop per gli e-commerce. Queste piattaforme sfruttano un database per funzionare. Se il database viene appesantito, la risposta sarà più lenta. Nel caso di WordPress ciò si traduce magari nella necessità di installare meno plugin, riducendoli allo stretto necessario, oppure cercare soluzioni grafiche meno impattanti, più minimaliste. Agli utenti interessa il contenuto, non il contorno.

Per fare un esempio guarda le schede dei prodotti di Amazon. Sono molto semplici dal punto di vista grafico, tutta l’attenzione è concentrata sulle foto e sulle informazioni fondamentali come il prezzo, il tasto del carrello, le recensioni e le caratteristiche.

Dal punto di vista tecnico poi esistono soluzioni pratiche come la compressione, la cache e la minimizzazione dei codici html, java e css che velocizzano l’esecuzione delle pagine. Fortunatamente Google viene in tuo soccorso, fornendoti uno strumento per misurare la velocità identificando i punti deboli, che rallentano il sito: https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/

Un altro tool interessante è questo https://testmysite.withgoogle.com/intl/it-it

Il sito inoltre dev’essere fruibile da mobile (smartphone e tablet). Anche in questo caso Google ci fornisce uno strumento per verificare la leggibilità: https://search.google.com/test/mobile-friendly.

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Come scrivere contenuti forti nel sito

Una qualunque strategia di posizionamento sul web comincia con i contenuti. Avere contenuti forti significa fare la differenza e questo perché si stima che circa il 90% delle pagine presenti sul web, non ricevano traffico organico da Google (traffico che proviene dalle ricerche degli utenti). In definitiva, per migliorare la visibilità serve del buon contenuto.

Scrivere contenuto però non significa semplicemente scrivere un testo. Ci sono ricerche per le quali i risultati che contano non sono dei testi. Se sto facendo una ricerca su una celebrità, nella maggioranza dei casi sono interessato a una galleria di immagini. Se cerco un filmato, mi interesserà vedere un filmato in streaming e non un testo che lo descrive. Se cerco “vacanze low cost” sono interessato a un portale turistico che permetta la prenotazione.

In sintesi, per contenuto forte si intende un contenuto coerente, ciò che nel gergo della SEO si chiama “relevancy”. Sta a te identificare che tipo di “risposte” l’utente desidera quando effettua una particolare ricerca. Anche in questo caso Google ti aiuta: basta dare un’occhiata ai risultati della prima pagina, analizzare un po’ la struttura delle pagine posizionate, per intuire cosa gli utenti cercano. Questo perché Google sa cosa gli utenti vogliono: ha a disposizione miliardi di ricerche mensili per mettere su dei dati attendibili. Inoltre, possiede Chrome, Gmail, Analytics, l’applicazione di ricerca per smartphone che aiutano il motore a capire il comportamento degli utenti.

Infine, devi tenere conto di un fattore determinante: quando Google indicizza un sito, lo assegna a una specifica categoria tematica. Pertanto, per quella categoria esisterà un contenuto ideale per ogni ricerca. E devi avvicinarti il più possibile ad esso. La prima posizione sarà il risultato di un insieme di fattori, tra i quali anche delle metriche relative al traffico e alla permanenza degli utenti sul sito.

Come aumentare il traffico sul sito

Anche se Google ha spesso negato, appare ormai evidente che un sito che riceve traffico e mostra interazione degli utenti, sotto forma di pagine viste, navigazione interna, permanenza sui contenuti, si posiziona meglio.

Se nel sito esistono aree deboli è meglio rinforzarle, cercando di migliorare i contenuti affinché generino traffico. Google dichiara che è preferibile lavorare sui contenuti e le pagine esistenti piuttosto che cancellarle, ma a mali estremi, estremi rimedi, come si suol dire. Il punto è che non puoi più accontentarti di contenuti riempitivi. Occorre che sviluppino traffico. Da diversi test da me condotti è risultato che è possibile generare traffico senza costruire backlink.

Tanti SEO specialist vorrebbero convincerti che per avere traffico bisogna creare backlink, ma per avere backlink credibili è necessario che il sito sia credibile. In realtà, se sviluppi contenuti di valore, puntati su delle specifiche parole chiave (keywords), non per forza generiche, ottieni traffico, interazioni.

In più: se produci contenuto di valore, questo può essere promosso sui social media come Facebook o Twitter e portarti visitatori. Se il contenuto è pertinente e piace, la condivisione aiuterà a posizionarlo, ma non per via diretta. Non sono i like su Facebook a posizionarlo, quanto il traffico che genera. Se poi lo genera da ricerche sul motore (anche usando il nome del sito) allora tanto meglio.

Come aumentare i backlink (link in entrata)

Ho accennato poco sopra ai link in entrata (backlink). Se non sai cosa sono te lo spiego in breve: i backlink sono la moneta forte di Google. Più link ottieni, più questi sono di qualità, maggiori sono le chance di salire in prima posizione. Il motivo per cui tante pagine e siti non si posizionano dipende dalla scarsezza dei backlink. Ma attenzione: la materia dei backlink è esplosiva, considerali come della dinamite instabile. Google negli anni ha introdotto dei filtri molto severi che puniscono le pratiche volte a manipolare l’indice, aumentando in modo artificiale i link in entrata. Uno di questi è il famigerato aggiornamento Penguin.

Significa che è vietato o che può sempre portare a una penalizzazione? No, ovviamente. Anzi, Google incoraggia i siti a ottenere backlink, ma in modo naturale, partendo dalla creazione di contenuto di qualità. Il link cioè dev’essere guadagnato o sembrare tale.

Per metterti al riparo da possibili penalizzazioni devi dotare il sito di contenuti in grado di attirare traffico.

I migliori metodi per guadagnare backlink sono:

  1. Pubblicare guest post rilevanti, su siti tematici
  2. Citare i big del settore in articoli e pagine di valore (contattandoli via mail o sui social media)
  3. Cercare i link spezzati, ovvero quei siti e quelle pagine che a loro volta linkano siti ormai scaduti e chiedere di inserire il tuo sito
  4. Creare infografiche accattivanti e promuoverle sui social media

I contenuti che funzionano lato SEO:

  1. Contenuti di valore (pillar content) che citano fonti rilevanti, riportano dati attendibili, forniscono un nuovo punto di vista su aspetti conosciuti.
  2. Interviste con esperti del settore.
  3. Video e gallerie di immagini se la categoria del sito lo richiede.

Per concludere, per migliorare il posizionamento su Google sono necessari accorgimenti tecnici uniti a una strategia globale, che inizia con un’analisi delle parole chiave del settore, per arrivare alla redazione di un piano editoriale completo.

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