Fattori di posizionamento su Bing

Chandler Bing

Bing è il motore di ricerca di Microsoft, sceso in campo con una notevole campagna di marketing e collaborazioni con giganti come Facebook, al fine di combattere il monopolista Google sul remunerativo terreno delle ricerche e dei circuiti pubblicitari ad esse collegati.

Tempo fa avevo scritto un primo report sul posizionamento su Bing, che in termini di criteri di classificazione degli indici appariva abbastanza divergente dal motore di ricerca di Mountain View. Bing si sta lentamente evolvendo, ma sembra ancora distante anni luce dall’accuratezza che mostra Google, soprattutto in alcune pagine di risultati.

Per posizionarsi su Bing occorre comunque tenere a mente che i fattori attualmente determinanti per primeggiare nei suoi indici sono più o meno questi:

Link in Entrata – Il rapporto qualità / quantità non è così stringente come su Google, Bing sembrerebbe ancora preferire la quantità sulla qualità o meglio, attribuisce minor importanza al fattore link rispetto a Google. Quest’ultimo – infatti – nasce come un motore di ricerca ispirato alle citazioni accademiche, cui avevano a che fare quotidianamente Brin e Page, all’epoca dei primi sviluppi a Stanford. Più importante è la citazione, maggiore è il credito dell’articolo, esattamente come avviene per le grandi riviste scientifiche e le pubblicazioni universitarie.

Su Bing è stato osservato un comportamento che forza un po’ il posizionamento, rispetto ai link in entrata: i link da pagine con la keyword-obbiettivo inserita nel title tag hanno maggior impatto rispetto ai link da siti autorevoli. Quindi un pezzo di article marketing, che abbia nel title la nostra keyword di riferimento, che linka al nostro sito, può avere un maggior effetto del semplice link da un altro sito, non propriamente concorrente. Bing poi non è così raffinato a livello semantico, pertanto questo fattore può effettivamente essere usato con successo in più livelli.

Link in Uscita – La credenza che linkare una fonte autorevole aiuti miracolosamente il posizionamento su Google è un mito seo, duro da smontare. Linkare fonti autorevoli aiuta solamente se il link è contestuale (in senso letterale) e se serve da reale approfondimento, vale a dire se è riconosciuto come fonte di primaria importanza (cioè se è linkato molto e da siti autorevoli, altrimenti il sistema della citazione fallisce miseramente), altrimenti è semplicemente un link in uscita che passa il vostro pagerank al sito in questione. Bing però attribuisce maggior significato ai link in uscita, contestuali o meno. Linkate una pagina autorevole e correlata e vedrete migliorato il vostro posizionamento su Bing.

Link Interni – La navigazione interna è importante e su Google costituisce l’ossatura del sito, sulla quale basare il posizionamento e il dispiegamento delle parole chiavi all’interno, sfruttando l’organizzazione gerarchica (e semantica) degli argomenti, a partire dalle cartelle interne (o dalle categorie). In Bing questa situazione è esasperata: si scala bene l’indice del motore di Microsoft, con siti che comprendano una ottimizzazione elevata di tutti gli elementi on page: titoli, anchor text interni, sitemap, navigazione per briciole di pane, struttura ad albero delle pagine. Non che Google non le consideri, anzi, come detto poco sopra l’organizzazione degli argomenti su scala gerarchica funziona parecchio, ma è inutile ribadire che Google è organizzato su tre concetti: trust, pagerank, antispam. Che richiedono dunque un concorso di fattori off-page, che Bing non è riuscito ancora a sviluppare attraverso i suoi algoritmi.

Contenuto – A differenza di Google Bing non sembra bilanciare il peso delle keywords all’interno del testo, ma naturalmente attribuisce alla presenza delle keywords e del testo una notevole importanza. Pagine ricche di testo si piazzano più facilmente, a dimostrazione che i fattori on page su Bing appaiono ancora preponderanti, scontando il gap tecnologico col rivale.

Struttura dell’url – In tutti questi anni Google ha esasperato il concetto di duplicazione dei contenuti, al fine di preservare – sembra uno scherzo – un preteso diritto d’autore speciale all’interno del motore di ricerca, provando a premiare, attraverso il concorso di più fattori, l’originalità dell’autore del contenuto. Il filtro è stato potenziato in Caffeine, con avvisaglie sempre più credibili, ad esempio la possibilità di inserire il tag canonical nelle pagine, per direzionare il ranking su una sola pagina che presenta duplicati. Questi duplicati sono spesso generati dalle sessioni di database, dalle queries con url conseguenti. La pulizia della struttura dell’url per Google ha un’importanza: url riscritti in maniera piana si piazzano meglio di url contrassegnati dall’id della sessione, per esempio. Sono nati plugin SEO per tutti i CMS, al fine di riscrivere automaticamente gli indirizzi senza passare per il file htaccess, nei siti appoggiati su web server Linux + Apache. Ebbene Bing se ne frega! Le pagine con url sporchi si piazzano ugualmente bene, incontrando meno problemi delle analoghe sessioni in Google.

Codice e Velocità di Caricamento – Google non guarda al fatto che il codice sia pulito, non con occhio severo, ci sono moltissime pagine di Google che non osservano le strette regole del consorzio W3C, se vogliamo dirla tutta. E’ pure una mezza leggenda urbana quella relativa al fatto che siti privi di CSS esterno e costruiti solo con tabelle non si posizionino. Ovviamente con un layout su CSS va molto meglio, anche perchè la pagina si carica più velocemente e lo spider incontra più facilmente l’area del contenuto, soprattutto se viene inserita in specifiche aree comandate dalle classi CSS (che presenta classi standard). Bing invece sembra preferire un codice chiaro e pulito, cioè preferisce pagine semplici, senza troppo codice sporco.

Con l’avvento di Google Caffeine la velocità di caricamento della pagina è diventata un fattore, guarda a caso nello stesso periodo nel quale Google annuncia di voler cablare l’America con una super-fibra, in grado di garantire connessioni a 100 mb. In Bing l’effetto non è diretto: una pagina più pulita si caricherà più velocemente, con un vantaggio che si traduce anche in Google.

Da ricordare, infine, che anche Bing ha un suo centro per webmaster molto utile e completo, con indicazioni e suggerimenti per migliorare il vostro posizionamento. Io adoro Google, devo ammetterlo, ma forse c’è la tendenza ad adattarsi alle direttive di Mountain View. Per cui non so nemmeno se dobbiamo augurarci che Bing diventi come Google o che si muova in direzione dei parametri adottati da Google. Forse un altro motore è possibile. Bing diventerà più importante quando avrà raggiunto quote di mercato interessanti: a quel punto i suoi parametri potrebbero essere considerati con maggior indulgenza dai google-addicted.

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