Ma davvero Bing contrasta Google?

In queste settimane abbiamo ascoltato molti giudizi su Bing, il nuovo motore di ricerca di casa Microsoft, cioè l’erede di Live Search e di MSN. Alcuni critici italiani, dichiarando di aver testato sul lato tecnico i due motori, hanno infine fatto circolare la notizia che Bing sta quasi spodestando Google e per questo motivo a Mountain View stanno preparando un nuovo sistema operativo, come contromossa Microsoft ha deciso che sfiderà Docs mandando in linea, gratuitamente, alcune applicazioni di MS Office… è anche nato il sito per confrontarli.

Un attimo! Anche voi vi starete chiedendo: ma è possibile che aziende di queste dimensioni, con questa reputazione, decidano da un giorno all’altro di farsi la guerra a suon di rilanci, che nemmeno il giocatore di poker più oltraggioso farebbe? E’ chiaro che ci troviamo probabilmente di fronte al solito circolo mediatico. Va di moda lanciare la sfida a Google e i giornali più attenti al web, ci vanno dietro sperando di aver qualche riempitivo in più.

I test sull’affidabilità e i tempi di risposta, se non si conoscono gli algoritmi e i dettagli tecnici, rischiano di apparire molto sterili o poco significativi.

Andiamo al sodo, invece, e verifichiamo la bontà dei motori di ricerca in ordine alla loro funzione primaria: soddisfare la query dell’utente con un risultato congruo alle proprie aspettative. Pertanto: i motori, per ogni settore di ricerca, dovrebbero fornire dei risultati attendibili. Niente spam, ma nemmeno notizie cronologicamente superate o provenienti da fonti non verificabili. E soprattutto pagine ricche di informazioni. Si, lo so che l’obiezione potrebbe essere che io antepongo i principi di Google e chiedo a Bing di osservarli, ma in realtà si tratta di principi universalmente accettati dalla comunità web. Quando Henry Ford ha costruita la prima automobile di serie si aspettava di essere copiato, ma aveva ideato lo standard meccanico industriale per costruirla. E da allora sono nate macchine molto migliori delle Ford…

Ecco il comportamento di Google e Bing in relazione alle notizie di attualità riguardanti un particolare personaggio presente nelle headlines, ho scelto prima di testare le versioni italiane, con risultati in italiano, tranne che nell’ultimo caso. Con questa scelta penso di accordare un vantaggio a Bing, che è appena nato ed è giusto che si confronti con la versione meno sviluppata di Google.

Digito “Luis Fabiano” ed ecco le due serp a confronto –

L'attualità

L'attualità

Come vedete, Google trova più risultati (limitatamente alle pagine in italiano di entrambi i motori). Entrambi piazzano al primo post la voce di Wikipedia, con i sitelinks di Bing in evidenza, che sicuramente espandono la ricerca. Ma per il resto, a parte il fatto che Google trova più fonti, non c’è paragone. Trattandosi di attualità Google scevera tra le fonti più attendibili (si fa per dire… comunque sono i giornali) e addirittura screma tra di esse in quelle a maggior tasso di aggiornamento (la pagina “diretta” sul calciomercato). Il criterio della freshness che è assolutamente indispensabile sull’attualità e l’informazione mette all’avanguardia Google, che ovviamente dispone di News. Ad ogni buon conto la prima notizia riportata da Bing è vecchia di un mese fa.

Vediamo ai siti di enti o istituzioni sovranazionali.

I siti di istituzioni

I siti di istituzioni

La differenza è soprattutto nei primi risultati, i più cliccati. Google è più completo e preciso, esclude alcune pagine, e mette una notizia correlata che fornisce attualità. Bing.com si limita a fornire una serp fatta essenzialmente di pagine estrapolate dal sito principale. In pratica su 10 risultati possibili ne restituisce ben 7 appartenenti allo stesso dominio. Una nota di merito è dare spazio al sottodominio “generazioneclima.wwf.it”, vista l’importanza dell’argomento, ma l’impressione è che non settacci bene. Google invece passa a pagine rilevanti (come le singole pagine delle sezioni locali dell’associazione), mostrando di saper scegliere tra più fonti.

Veniamo adesso a verificare il comportamento dei motori di fronte a un brand consolidato:

Il brand

Il brand

Ancora una volta Bing si fa fregare preferendo una omonima società di progettazione software. Direte: che vuol dire? Magari è fatto meglio quel sito e anche quello è un marchio! Può darsi, ma a parte che nella vita reale tutti conoscono prevalentemente una sola Smart (ed è alla vita e ai bisogni / gusti reali che si riferisce un buon motore di ricerca), è lo stesso Bing a suggerire nei “collegamenti sponsorizzati” quale dovrebbe essere il risultato della ricerca. E lo toppa alla grande, perlomeno relativamente al primo posto. Quasi simile la videata nelle posizioni successive, con il secondo risultato che su Bing comunque precede i siti ufficiali. Google da prevalenza al brand, anche se questa circostanza è stata smentita, ma inserisce comunque siti tematici di qualità, come il concessionario di Roma.

Ecco infine una serp particolare basata sulle celebrities, che attirano molte ricerche. Ho voluto estendere il confronto a livello internazionale, scegliendo le versioni americane dei 2 motori di ricerca, dando quindi modo a Bing.com di mostrarsi in tutte le sue attuali features (precisando che anche google.it è molto inferiore a google.com).

Celebrity

Celebrity

Come si nota, Google è più tematico, come sempre. Sa che l’affascinante Jessica Alba è un’attrice e fornisce la preminenza al database cinematografico più famoso della rete, suggerisce immagini e video, notizie e ovviamente inserisce sia la voce di Wikipedia, sia il sito numero uno dei fan (non è raro che i siti dei fans siano fatti meglio dei siti ufficiali, anzi, sono certamente più ricchi di informazioni). Bing invece presenta un punto di vantaggio stavolta. Nella colonna di sinistra, riconoscendo lo status di celebrità al personaggio (e quindi tematizzando a suo modo i risultati) vediamo che offre delle opzioni molto interessanti. Quasi una navigazione esterna, un po’ come avviene per le “show options” di Google.com – si può navigare la serp come se fosse un sito.

Assolutamente migliore Bing nella parte centrale e finale della videata: mostra video, un grafico di Search popularity, ancora una volta sezioni delle sezioni (wallpapers, posters, movies) e un anticipo del contenuto della pagina che si attiva passando il mouse affianco al risultato (more info):

Universal Search

Universal Search

In definitiva: Google è nettamente avanti sul piano dei contenuti, mentre Bing tenta di recuperare sul terreno della Universal Search, proponendo una versione forse più semplice e intuitiva delle opzioni di Google, di cui abbiamo già reso conto nel post sulle novità di Google. Queste opzioni non fanno altro che raffinare la ricerca e permettere – caso innovativo e comune ad entrambi – la navigazione nella serp. La creatura di Mountain View comunque continua ad esprimere risultati più attendibili nella stragrande maggioranza delle ricerche, segno che la differenza in termini di know-how, algoritmi, personale, potenzialità di investimento, è ancora notevole. Al di là del fatto che parliamo di due tra le più grandi imprese del mondo che hanno sempre fatto della ricerca e degli investimenti il punto centrale della loro mission.

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