Il posizionamento dei siti nel 2015

posizionamento 2015

Se è vero che Google aggiorna i suoi algoritmi molto spesso, talvolta anche più di una volta al mese, oggi i seo specialist di tutto il mondo sanno che devono vivere con degli aggiustamenti. E che ai cambiamenti epocali si affiancano spesso dei correttivi, che visti in prospettiva cambiano in maniera definitiva il modo di posizionare i siti sul motore di ricerca. Ci sono ipotesi, teorie, tendenze che potrebbero essere messe alla prova se tutti avessero più tempo per fare dei test in camera bianca, isolando opportunamente i fattori e isolando i termini che cambiano le caratteristiche dell’indicizzazione. La SEO è stata data per morta già nel 2003, poi nel 2005, nel 2007 e praticamente ogni mese a partire dall’introduzione degli algoritmi Panda e Penguin. La realtà è che finché Google avrà un motore di ricerca, l’indicizzazione avverrà secondi criteri interpretabili. In ogni caso, nel 2015, secondo i dati raccolti in questi ultimi mesi, dovrebbero prevalere queste tendenze:

1) Keywords basate su frasi conversazionali – con il lancio dell’algoritmo Hummingbird Google ha portato molti cambiamenti nella concezione del web. Il più importante dei quali riguarda l’approccio alla risposta fornito dal motore a una specifica query. In pratica Google non ha cambiato il 90% della pagina dei risultati, ma il 90% della risposta alle query, cioè della capacità ingegneristica del motore di interpretare le richieste dell’utente e reindirizzarle verso dei risultati ancora più pertinenti, che presumono di interpretare adeguatamente l’effettivo bisogno di informazione dell’utente. Questo significa che un esperto seo specialist deve potere intervenire facendo degli aggiustamenti basati su quanto segue, nel futuro:

  • rinunciare a ottenere link di bassa qualità, che stanno sotto una soglia di rilevanza che Google giudica dannosa per la reputazione del sito o comunque indicatrice di un’attività di link building artificiale. Preferisca pochi link, ma buoni.
  • nella raccolta dei link l’anchor text non dev’essere più focalizzato sulle cosiddette “money keywords”, ma su delle parole conversazionali, quando non addirittura evitato.
  • il sito dev’essere ricco di contenuti che sia in grado di spaziare tra i vari siti sociali, quindi condivisibili.
  • rinforzare la propria presenza sociale costruendo traffico reale e non semplice contenuto per il motore di ricerca.

2. Costruire link autorevoli – i backlink sono ancora il principio ordinatore principale dell’indice di Google. Tutti i discorsi fatti per sminuirlo sono smentiti dagli esperimenti che ho condotto e che portano a una sola conclusione: i link in entrata hanno senso solo se provenienti da siti che a loro volta hanno un profilo di link esclusivamente autorevole. Google ha inoltre migliorato la popolarità dei siti-brand, cioè dei siti che vengono ricercati in funzione del loro nome, un sito che viene cercato tanto per il suo nome è un sito che verrà inevitabilmente premiato. E Google ha tutti gli strumenti per sapere se un sito viene cercato attraverso il suo nome (un indice di inequivocabile popolarità). Per cui appare abbastanza naturale che un sito con questa popolarità di tanto in tanto venga citato senza essere linkato.

3. Link autorevoli e diversificati – la naturalezza di un profilo di link è indispensabile per ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca nel 2014 e anche nel 2015. Spingere sul brand equivale a spingere una diffusione naturale dei link. E se proprio non ci si riesce esistono dei sistemi per farla sembrare naturale, senza mai forzare sulla parola chiave, perché questo è un modo per attirare un flag che prima o poi potrebbe essere sottoposto all’attenzione dei quality rater. Ci vuole varietà.

4. Ottimizzare per il mobile e velocizzare il sito – ormai la metà e più delle connessioni si verificano utilizzando un dispositivo portatile come un tablet o uno smartphone. Questo dovrebbe far pensare tutti i webmaster a dotare il sito di un template responsive, il sito dovrebbe essere più leggero e più veloce. Google ormai è in grado di capire se un sito è ideale per i dispositivi mobile e se è troppo pesante, se allontana cioè l’utente da una navigazione funzionale e informativa. In questo senso non premierà mai un sito così complicato. Per questo motivo bisogna lavorare sulla performance complessiva, migliorandone l’aspetto online.

5. Il contenuto dev’essere informativo e utile – l’epoca dei riempitivi è finita da un pezzo, ma appare evidente che con la serie di algoritmi Panda e Hummingbird Google abbia deciso di premiare in linea di massima il contenuto rilevante. La rilevanza è calcolata attraverso il valore semantico del testo. Non ci si potrà mai posizionare per una big keyword, se la pagina non è in grado di posizionarsi per delle keywords correlate di tipo conversazionale. Alla creazione di contenuto possono concorrere anche produzioni non esplicitamente testuali, come i video, le infografiche, le immagini, le tabelle. Basta che sia contenuto realmente informativo, che ha la tendenza a essere condiviso lungo le piattaforme sociali.

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