Fattori di posizionamento su Bing

Fattori di Posizionamento su Bing

Fattori di Posizionamento su Bing

Anche se ogni cosa che riguardi Google fa esageratamente notizia, Bing sta cercando di risalire la china, per conto Microsoft, cercando di erodere la fetta di mercato del core business del gigante di Mountain View. Un’impresa non da poco, considerando la situazione di partenza e il livello di università (anche nel comportamento degli utenti) raggiunto da Big G.

Questa crescita è avvertita anche nel web italiano, dove non mancano le richieste di visibilità su Bing, prima quasi ignorato (nel senso che i contratti di posizionamento riguardavano Google, quasi sempre). Ma quali sono i fattori di posizionamento sul nuovo motore di casa Gates?

E’ opinione comune che Live e Yahoo fossero meno rigorosi di Google, rispetto allo spam e alla congruenza dei risultati, una indolenza pagata a caro prezzo nei confronti del concorrente, che ha sviluppato algoritmi in grado di sviscerare il contenuto e di renderlo in qualche modo indipendente dalle citations. Il meccanismo del linking, comunque, rimane basilare tanto in Google, quanto in Bing, con la differenza che Google negli anni ha esasperato il concetto di link tematico, dando parecchia importanza all’anchor text contestuale di qualità.

Su Bing l’anchor text funziona ed è in grado di pareggiare l’importanza del title tag, laddove questa appare esagerata (insieme alla presenza della keyword sull’url delle pagine interne). Ho osservato però che non ci sono grandi differenze con Google sul lato dell’anchor, mentre molta differenza c’è a riguardo del title. Ovvero, le ricerche basate sul title sembrano differenti da quelle basate sull’anchor principale, questo significa che i fattori on page hanno una rilevanza maggiore rispetto a quelli logico-semantici seguiti nell’ultimo biennio da Google. I link in entrata inoltre sono molto più importanti per Google, per il loro apporto logico-semantico.

Un esempio: il presente blog è al primo posto su Bing per una chiave estremamente concorrenziale (“posizionamento su google”) legata al title tag; su Google la posizione è solo la numero 61. Tuttavia, per la keyword con maggior spinta a livello di anchor text (“posizionamento web”), c’è quasi omogeinità (3° su Google, 2° su Bing). In alternativa su Google la chiave “posizionamento” – semplice e secca, e dunque complicata, anche in ragione della forte concorrenza intrinseca ed estrinseca – piazza Ottimizzaseo al 27° posto (con pochissimi anchor… su Bing non c’è traccia nelle prime 100 invece).

Come spiegarsi queste differenze? Mettiamo subito le cose in chiaro: l’inferenza derivante dall’osservazione di un sito non può valere come regola generale, ma può spiegare alcune cose. In primo luogo il buon risultato su “posizionamento” è dovuto al fatto che è la keyword con link interni più contestuali presente nel sito; in aggiunta i link importanti ottenuti spontaneamente dal blog riguardano proprio il “posizionamento” (la keyword è richiamata non tanto nell’anchor, quanto nel testo che lo circonda). La spontaneità apparente paga molto, soprattutto se si lavora sul linking interno. Ovviamente non è inutile aggiungere che “posizionamento” è anche la parola di apertura del title tag, anche se Google premia quella che io chiamo “tripla corrispondenza” (testo, title tag, anchor esterno e interno), che in questo caso non viene soddisfatta.

Negli altri casi conta il title tag o l’anchor txt, in una misura simile o eccessiva (per Bing), nel senso che questo blog non merita in alcun modo la prima pagina o la posizione numero uno di Google per una chiave così completa e competitiva. Concludendo si può dire che per Bing i fattori on page sono più rilevanti della tripla corrispondenza, che su Google viene tarata abbondantamente da fattori rilevanti, come l’età della pagina, l’acquisizione di autorevolezza, la vicinanza / lontananza da network spontanei di link qualitativi o spammosi, la presenza di citations in real time per particolari siti e via dicendo (Google è in grado di sceverare i tipi di siti per argomento e tipologia).

Per quanto vituperato il pagerank ovviamente non ha importanza in Bing, mentre è verosimile che su Google esso rappresenti ancora efficacemente un certo livello di autorevolezza del sito, anche se ciò non rende improbabile trovare serp dominate da siti con minor pagerank di quelli che seguono. Il pagerank ha un fattore equilibrante in pratica.

In definitiva per avere un buon posizionamento su Bing non occorre adottare particolari strategie, differenti da quelle usate per Google, questo a causa del fatto che Google è più sofisticato e tende a scolpire l’esatta collocazione di un sito attraverso un concorso di fattori così ampio che ho trovato calzante la definizione di “ambiente” data al motore di Mountain View in un recente intervento. Le serp di Google sono molto più ballerine e si nota una particolare difficoltà nello stabilizzarle, non tanto per il lavoro svolto dai siti concorrenti, quanto perché il concetto di “equilibrio” dipende da troppi fattori. In Bing i siti nuovi non hanno molto spazio e il concetto di freschezza del contenuto non è troppo tenuto in conto.

Resta comunque valido il principio che una buona predisposizione on page degli elementi principali che rafforzano il posizionamento aiuti e non poco, soprattutto in fase di partenza. Per dominare le serp su Google occorre completare la triade di cui sopra in modo equilibrato, partendo dalla distribuzione del testo nel sito e dalla distribuzione degli anchor text nei link in entrata (soprattutto in ambito contestuale). Su Bing vanno per la maggiore i fattori on page, collegati a una buona dose di contenuti testuali ricchi di keywords.

2 Comments

  1. Davide
  2. francescaseo

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