Content marketing e posizionamento: costruire siti autorevoli su Google

Il concetto di content marketing fa riferimento alla possibilità di intraprendere delle operazioni di web marketing, volte ad allargare la sfera di influenza del sito, nell’ambito della propria area di mercato, attraverso lo sviluppo consapevole dei contenuti. L’idea non può essere considerata troppo diversa dalla “ricerca” e dalla creazione di nuovi prodotti da parte delle aziende. Il content marketing è quindi uno strumento di marketing tradizionale applicato alle nuove tecnologie, in particolare alla necessità di comunicare attraverso il web lungo le piattaforme offerte dallo sviluppo tecnologico (streaming, fibra, tablet, smartphone, et cet).

Nel campo del posizionamento il content marketing è strategico in quanto da esso dipende il futuro del sito. L’evoluzione del motore di ricerca Google ha dimostrato che la “durata” dei siti, nelle pagine di ricerca del motore, soprattutto nelle prime posizioni, dipende dalla non volatilità dei fattori che determinano questa posizione. In particolare: negli ultimi tempi Google è intervenuto massicciamente per svalutare tutte quelle operazioni che portavano un beneficio troppo immediato, non commisurato e non proporzionale alla reale funzionalità del sito. Al suo reale valore rispetto alla richiesta dell’utente.
In un mio esperimento, riuscii a posizionare un sito – praticamente privo di sostanza e del tutto incapace di stare al passo con la concorrenza, per i servizi offerti – nella prima pagina della keyword, molto competitiva “voli low cost”. Questa personale esperienza appartiene però all’era pre-Penguin. Google lo ha penalizzato, in seguito, proprio perché non poteva fare altro. E la penalizzazione è stata naturalmente cercata da me, proprio perché stavo valutando nel tempo gli effetti del nuovo aggiornamento e la forza dei link innaturali. Per quanto strano possa sembrare ho salutato con favore quel declassamento, perché significava che Google stava davvero premiando la qualità (o forse i grandi inserzionisti…). Il punto è che ciò che ti posizionava ieri, risultava del tutto inutile oggi.

Questo cambiamento drastico di Google, perciò impone alle aziende e a chiunque voglia ottenere visibilità sul motore di ricerca, di adottare delle strategie di medio-lungo termine, basate sul contenuto. Innanzitutto, quindi, bisogna impegnarsi nella direzione più coerente rispetto ai cambiamenti che Google dovrà fare nel prossimo futuro. Non serve una premonizione, ma bisogna sapere leggere tra le righe dei cambiamenti cui stiamo assistendo.

In un prossimo futuro dunque, il posizionamento e tutte le strategie di web marketing, non potranno mai essere considerate separatamente dalla piattaforma cui si rivolgono. Il fatto che oltre la metà delle connessioni avviene via mobile impone di individuare 2 strategie: una per il mobile e una per il desktop. Inoltre, i motori di ricerca e anche i siti di social network hanno una capacità di raccolta dati e di predizione dei gusti, all’interno dei loro programmi pubblicitari, che il livello di personalizzazione delle ricerche sarà sempre più esasperato. E condizionato dalle particolarità: il luogo dove ci troviamo, la grandezza del display dal quale facciamo la ricerca, la tipologia di richiesta e così via.

Nel campo del posizionamento su Google ciò impone di adottare una strategia di lungo termine sui contenuti. Cioè dobbiamo costruirne di tali e di interessanti, da sopperire a questo bisogno costante di informazioni e a questa diversificazione nei tempi e nei modi della ricerca. I contenuti possono essere di vario tipo e non possono essere limitati alla semplice raccolta dei link in entrata.

In questo senso, molta speculazione si è fatta sul valore dei link e sul fatto che la search engine optimization sarebbe morta. In realtà non è cambiato assolutamente nulla, nel grande schema di Google: se oggi Mountain View decidesse improvvisamente di spegnere l’interruttore dei link, il motore di ricerca sarebbe un caos inenarrabile di risultati non pertinenti. Il valore dei link c’è ancora, ma è legato principalmente all’autorevolezza dei siti (ovvero: la qualità soverchia in maniera globale la quantità) e alla loro diversificazione e crescita in più direzioni (leggi: siti sociali e condivisioni proporzionate all’aumento dei link in entrata). Per ottenere link in entrata decisivi, occorre quindi adottare una strategia sul contenuto, fare in modo che l’utente generi link attraverso la condivisione. O generi condivisione attraverso i link, ottenendo quelli che veramente contano.

Un’azione manuale di costruzione dei link, pertanto, dovrebbe partire dal contenuto. E nessuna azienda indisponibile a lavorare sui contenuti, dovrebbe aver pretese di posizionamento.

Leave a Reply

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi