Come posizionarsi su più parole chiavi

Nella pratica del posizionamento su Google la scelta delle keywords è importantissima, rilevante. E’ quella che fa la differenza tra un approccio professionale e un approccio dilettantesco. Se le parole chiavi vengono scelte e tarate nel modo corretto, il futuro del sito nel motore di ricerca è pressochè assicurato, a patto di osservare delle regole che s’indossino come un guanto sulla mano.

Un sito genericamente può avere 1-2 keywords di riferimento, ma l’esperienza ci dice che posizionarci su una sola keyword non porta grandi benefici per i seguenti motivi:

1) La keyword potrebbe perdere di interesse nel tempo pregiudicando la performance globale del sito

2) Una sola keyword può essere generica, di media specificità, o specifica e di nicchia. In ogni caso non può soddisfare al 100% l’esigenza di traffico e di conversione del sito. Se è troppo generica porta traffico ma non conversione. Se è di media specificità rimane sospesa in una specie di limbo indefinito, che non si confa a un’azione di medio-lungo termine, se è troppo di nicchia potrebbe perdere di rilevanza o comunque attrarre poco traffico.

Il sito in buona sostanza deve poter recepire il traffico proveniente dalle parole chiavi correlate o di contorno, attirando visitatori che immettono stringhe conversazionali oppure caratterizzate da una certa affinità semantica.

Immaginate di possedere una spaziosa cascina a Montefioralle, nel Chianti, che fa ristorazione, bed and breakfast e agriturismo. La cascina è in una zona dichiaratamente turistica, non c’è nemmeno bisogno di spiegarlo. Quali keywords potrebbero interessare il proprietario del sito? Parole chiavi generiche e altre specifiche, che sono suggerite dalla sua esperienza e dai trend di traffico.

Essere generici non paga: Agriturismo in Italia è da pazzi, così come Bed and Breakfast, mentre meritebbe un approfondimento una chiave di media specificità come Agriturismo in Toscana, Bed and Breakfast in Toscana. Ovviamente la keyword di nicchia è quella relativa al Chianti o addirittura a Montefioralle. Qualunque sia la scelta che si opera – direi che la direzione dipende dal budget messo a disposizione del SEO / SEM (dipende dai pacchetti SEO scelti) – è chiaro che non possiamo assolutamente limitare le operazioni a una sola keywords: la struttura può servirne di più.

Il modo migliore per far aumentare la visbilità su Google, in ambito turistico, è quello di far combaciare i 3 fattori principali del posizionamento: contenuti, link in entrata e fattori on page di primaria importanza. Ora, se dobbiamo posizionare il sito su 7-8 parole chiavi (agriturismo toscana, bed and breakfast toscana, agriturismo chianti e via discorrendo) il mio consiglio è quello di non puntare tutto sulla home page, che è la pagina più forte e che va destinata alla keyword più difficile da scalare (che si suppone essere anche la più remunerativa, in termini di ritorno di investimento), ma di dispiegare il posizionamento su molte più pagine interne.

E’ per questo motivo che insisto su alcuni concetti basilari: anche un sito turistico non può fare a meno di integrare le informazioni principali con contenuti aggiuntivi, che anzi questi debbano essere nutriti e congruenti. E’ anche per questo che insisto col fatto che il posizionamento è un lavoro di medio-lungo termine, che non si può esaurire con la cura dell’home page ma che deve proseguire ed estendersi su tutto il sito, raccogliendo quanto più traffico targetizzato possibile.

Per trasferire un po’ di forza all’interno del sito è necessario avere un sito almeno di medie dimensioni, con contenuti tematici, realmente informativi. Dopotutto è nell’interesse dell’albergatore – per esempio – avere una pagina dedicata gli eventi della zona. Nel nostro esempio il riferimento al vino rosso delle colline del Chianti è talmente scontato che sarebbe deleterio non approfittarne. Una volta che abbiamo costruito il contenuto è bene collegarlo alla home page, ma soprattutto creare un reticolo di link interni, con anchor text tematici e correlati, che spingano su le pagine deputate a far salire le keyword diverse da quelle piazzate nella home page.

Il modello vincente è quello di Wikipedia. Molti di voi penseranno che Google ha operato una scelta in favore di Wikipedia rispetto ad altre fonti di informazioni; dopotutto vi basta digitare il nome di una celebrità e vedrete spuntare tra le prime posizioni la biografia dell’enciclopedia online. Invece a me non risulta che ci sia dietro una scelta specifica, anche perchè Wikipedia non è così accurata come si crede, non sono pochi gli errori e le manipolazioni. Ma ciò che rileva per il nostro discorso è che Wikipedia è un sito che riflette bene gli standard di qualità contenutistica e semantica richiesta dai nuovi algoritmi di Google, a partire dal 2007 in poi. Quindi si può riprodurre lo stesso modello in scala ridotta, collegando le varie pagine tra di loro attraverso anchor text rilevanti, che siano realmente congruenti rispetto alle parole chiavi della pagina di destinazione.

Questo processo di affinamento della navigazione interna per argomenti, che quindi travalica le barriere del menu della home page, non può essere fatto subito. Conviene far crescere le pagine e costituire gli anelli di volta in volta, con una crescita complessiva del sito che appaia lenta, graduale, ma costante (è anche questo il motivo per il quale un blog con una cadenza giornaliera, che si mantiene nel tempo sale meglio di un blog con cadenza occasionale). In questo modo otterremo una completezza del sito “spontanea”, una dotazione di contenuti e di parole chiavi tali da soddisfare al meglio le richieste degli utenti e una tematizzazione che copre ogni possibile dubbio circa la qualità complessiva del sito. Ovviamente a questo processo di sviluppo interiore ne va affiancato uno di linking esterno. Vedrete l’effetto positivo dopo 6 mesi, ma ne sarà valsa la pena.

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